Il meglio lo vediamo in Danimarca, e subito dopo in Svezia, Inghilterra ed Estonia. Sono i paesi ai primi posti della classifica redatta da Iqvia, società specializzata in analisi avanzate, soluzioni tecnologiche e servizi di ricerca clinica per il settore delle scienze della vita con circa 82.000 dipendenti sparsi per il mondo, che ha redatto “Switching On the Lights, Benchmarking digital health systems across Emea“, un report sulla sanità digitale in Europa. In questa classifica l’Italia si trova in fondo al gruppo dell’Europa occidentale con la Spagna ma molto peggio fanno Svizzera e Irlanda.
Venerdì 15 luglio, a partire dalle 10.30, webinar “Scienza Partecipata: per il miglioramento della qualità di vita delle persone con malattie rare”. Con questo evento viene formalmente lanciato il progetto di Scienza partecipata, dedicato al miglioramento della qualità di vita delle persone con malattie rare, attraverso la raccolta e la condivisione di idee, soluzioni, tecnologie o strategie per affrontare piccole e grandi difficoltà e sfide di ogni giorno.
Secondo Roberto Viola della Commissione europea senza l’integrazione e l’interoperabilità dei dati non si potranno fornire servizi di assistenza adeguati. La ministra Maria Cristina Messa punta a inserire la digital health come specializzazione di studio universitario
Il digitale è ormai parte integrante della sanità e della cura delle persone e, dopo le potenzialità dimostrare durante la pandemia, potrà trasformare il nostro sistema sanitario in un’offerta centrata sul benessere della persona. Il Pnrr metterà a disposizione risorse importanti per questa transizione digitale ma condizioni imprescindibili sono la creazione della cartella clinica elettronica unificata, la formazione di competenze nel personale sanitario e la capacità di analizzare i dati – nel rispetto della privacy – tramite tecnologie di intelligenza artificiale. È quanto emerso durante il convegno “Salute domani. Telemedicina, competenze digitali, intelligenza artificiale” temutosi nella Sala Capitolare del Senato.
MSD Europe, con il supporto di Digital Health Academy, ha annunciato la seconda edizione degli European Patient Digital Health Awards (PDHA), un’iniziativa con l’obiettivo di premiare le soluzioni e i progetti innovativi in grado di rispondere alle esigenze dei pazienti e dei loro caregiver.
Ispirata al successo dell’edizione italiana giunta alla sua quarta edizione, il premio European Patient Digital Health Awards è stato sviluppato per riconoscere il valore dell’innovazione sanitaria digitale dal punto di vista del paziente. Verranno, infatti, premiate le soluzioni di digital health volte a migliorare l’assistenza e la qualità della vita dei pazienti e dei loro caregiver, in particolare quelle sviluppate in collaborazione con i pazienti e/o le associazioni di pazienti.
Innovazione, inclusione, attenzione ai giovani, valorizzazione della casa come ‘primo luogo di cura’. Ma, soprattutto, ascolto del territorio e di chi la malattia la conosce direttamente, e per questo sa scegliere e valutare, meglio e prima di chiunque altro, la valenza dell’innovazione digitale: le Associazioni pazienti. Sono questi gli ingredienti della quarta edizione del Patients’ Digital Health Awards, sviluppato dalla rete ormai consolidata di oltre 40 Associazioni di Pazienti in collaborazione con Digital Health Academy e il supporto incondizionato di Fondazione MSD.
L’edizione 2022 ha proclamato vincitore l’Azienda Policlinico ‘Rodolico-San Marco’ di Catania con il progetto CliniHome scelto in una rosa di finalisti che vedeva anche il progetto Cardiovest di Comarch e myLAB di Lightscience. Ad accompagnare il Premio in questo viaggio una ‘mascotte’ d’eccezione: la scultura in 3D DigitalMente, fruibile in realtà aumentata, realizzata dall’artista Francesca Fini proprio per le Associazioni di Pazienti del PDHA22 al fine di rendere ancora più visibile quella sintesi tra fattore umano e digitale che il Premio ha sempre cercato e valorizzato.
Perché l’Italia è all’ultimo posto, tra i paesi europei, in fatto di natalità? Lo raccontano molto bene le storie che arrivano a Parole Fertili, lo spazio digitale dedicato a chi ha intrapreso il viaggio alla ricerca di un figlio.
C’è chi racconta di avere pensato a un figlio troppo tardi, a causa della mancanza o del troppo lavoro, chi ha subito le conseguenze di una malattia, chi non ha le condizioni economiche per poter pensare serenamente a un figlio, chi non può permettersi la pma. Le storie di Parole Fertili non parlano solo di sentimenti, del desiderio irrealizzato di divenire genitori, dell’attesa infinita e della speranza di una soluzione o di un miracolo. Raccontano anche la realtà sociale ed economica di questo Paese, dove nell’ultimo anno sono nati 400mila bambini in meno e il livello delle nascite è ormai oltre la soglia di allarme.
Sono anni che si parla del crollo delle nascite in Italia, un fenomeno peggiorato in pandemia e che sembra impossibile da contrastare, nonostante le diverse iniziative introdotte in tempi recenti.
Fino a oggi forse si è perso di vista il punto: fare o non fare figli, oppure quanti figli fare, è una questione spesso associata esclusivamente alla dimensione femminile, quasi sempre in relazione all’identità della donna.
L’incontro all’interno del più ampio progetto “La natalità è futuro”, organizzato da Fortune Italia con il contributo non condizionante di IBSA Farmaceutici, si propone di ottenere dal confronto fra diverse professionalità una riflessione allargata sul tema, dandone particolare valore e peso. La natalità è infatti oggi un aspetto importante e imprescindibile per la crescita anche economica del nostro Paese, oltre a essere strettamente legata al futuro degli Italiani e a impattare su altri grandi temi come parità di genere, conciliazione vita-lavoro, tempi di carriera che ne sono connessi.
Fino al 12 giugno 2022 è possibile candidare la propria start-up al sito www.vitaaccelerator.it per aderire al primo ciclo di accelerazione che prenderà avvio a luglio
VITA è l’Acceleratore di #Digital health della Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital SGR, promosso con Healthware Group e Accelerace.
Saranno selezionate le 10 migliori #startup attive nel settore digital health, Continue reading
Il programma, realizzato insieme a Healthware Group e Accelerace e con il contributo di primari corporate partners di settore, sosterrà la crescita di nuove società che svilupperanno tecnologie innovative per la Salute Da oggi fino al 12 giugno 2022 è possibile candidare la propria startup al sito www.vitaaccelerator.it per aderire al primo ciclo di accelerazione che prenderà avvio a luglio